Fine a..Ventura

Alla fine è successo. La tanto temuta “apocalisse” proclamata dal presidente della FIGC Tavecchio è arrivata. E ci ha fatto tanto male. Gli azzurri non andranno ai mondiali 2018 in Russia. Ci andrà una modesta Svezia. Squadra tosta, certo, ma senza arte né parte. Dopo la vittoria cattiva e fortunosa dell’andata, la Svezia ha ottenuto ieri un pareggio a San Siro, figlio di un atteggiamento iperdifensivo (non eravamo noi i catenacciari?) ed una buona dose di fortuna, staccando così il biglietto per il mondiale. Dall’altra parte un’Italia volenterosa e agguerrita, ma anche confusionaria ed a tratti inconsistente. Razionalmente abbiamo raccolto meno di quello che abbiamo seminato i questi spareggi, ma se ti chiami Italia e sei nettamente più forte rispetto all’avversario non puoi sperare di vincere affidandoti agli episodi. Il volto più rappresentativo di questa nazionale è il suo (ormai ex) allenatore Gian Piero Ventura: vecchio, stanco, brontolone, confuso, indeciso. Non è di certo solo colpa sua, per carità, ma il vecchio Ventura con la sua girandola di moduli e giocatori ha grossamente contribuito alla disfatta. Effettivamente non abbiamo più i Totti e i Del Piero, gli Inzaghi ed i Pirlo. La Svezia neppure. Non li ha mai avuti, a dire il vero. Però al Mondiale ci sarà. Noi No.